C’è una esigenza comune, perchè in fondo siamo nati e cresciuti nel segno del berlusconismo, di un leader, la persona forte da contrapporre al Re attualmente inconstrastato. Piuttosto che far cadere il re, si procede affannosamente alla ricerca di un sosia di sinistra. E’ l’esigenza a spogliare la politica della sua dimensione partitica perchè va di moda essere apartitici, sottolineando però che ciò non significa essere apolitici. Un bell’assioma del piffero che però fa presa sulle masse. Infatti se un numero abbastanza alto di persone grida all’unisono uno stesso slogan, anche la cazzata più grande di tutte diventa una realtà condivisa e quindi condivisibile.
Ad Enrico Berlinguer oggi tirano la giacca a destra e a manca, ma quando parlava di questione morale non si riferiva assolutamente ad una questione individuale ma invece partitica. Allora, coloro che si riempono la bocca della questione morale, ricordino che le forze di rinnovamento sono i partiti politici, non i leader dell’ultima ora. Sfido gli antipartitici a tenere in piedi una democrazia senza il supporto dei partiti politici. La politica dovrebbe forse reggersi per inerzia su se stessa? Il tetto, secondo voi, su quali basi dovrebbe poggiare? O potrebbe forse lievitare sul nulla? E riguardo questo benedetto leader di sinistra che ci salvi da tutti i mali, giusto per intenderci, stiamo cercando un Salvatore o potrebbe andar bene anche un uomo in carne ed ossa? Ed infine. Il vostro voto esprime una vicinanza politica è più simile ad una rimpatriata da amici? Cioè, vorrei capire: si votano gli ideali o le persone? Io penso che un uomo politico non dovrebbe far altro che incarnare in Parlamento il fascino, il carisma e “le palle” che non sono personalmente suoi ma del partito che rappresenta.
Caro partito democratico, tu a differenza di qualsiasi altro (e sottolineo con forza di qualsiasi altro) in Italia puoi contare su una storia e una tradizione che fanno invidia a chiunque. Gramsci e Berlinguer sono “cose” tue. Ed allora, ma quale rinnovamento? Ma quale ricetta del futuro vai cercando? Ma quali leader ti servono? Mentre tu cerchi un leader, dei tuoi leader si appropriano persone che sono cresciute nel Fronte della Gioventù. Ma dico io, può l’erede del PCI impantanarsi nell’unico problema che non gli appartiene? Il problema del leader riguarda Alleanza Nazionale che non può certo menarla ancora per le lunghe con il “Mussolini grande statista“; il problema riguarda il Pdl che una volta che gli verrà a mancare Silvio Berlusconi rimarrà letteralmente con il culo per terra; il problema riguarda i Grillini che un leader non sanno cosa sia visto che chi li agita avrebbe voluto essere il segretario del Partito Democratico; riguarda la Lega il cui erede al trono è una Trota.
Riguardo voi, in attesa che le masse eleggano in maniera spontanea il loro leader “naturale“, evitate di fare autoproclami. Leader è una persona silenziosa che viene investita del ruolo suo malgrado. Leader non ci si propone, si viene considerati in maniera inaspettata dagli elettori. E allora, questo leader non lo si può pretendere. Occorre pazienza, bisogna aspettare che nasca per puro caso, perchè la leadership è una questione di cuore e di istinto alla quale ci si arrende, non è una questione matematica di vittoria alle primarie.
Voi dovete lavorare sul partito e sul vostro rapporto con i giovani, i leader già li avete. E signori, che leader: si chiamano Antonio Gramsci ed Enrico Berlinguer. Ma a quanto pare non avete ancora capito che la sinistra del “sorpasso” è quella del passato, che non occorre reinvetarvi, non occorrono cilindri nè conigli bianchi. La formula vincente l’avete in tasca, dovreste solo riuscire ad ammettere, serenamente, che a differenza di tutti gli altri partiti dell’attuale scena politica italiana, voi avete dei leader storici che sono dei giganti e quindi non è immediato nè scontato riuscirli a superare. Senz’altro, però, potete continuare a farli vivere.

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